Vertenza Electrolux: segnali di apertura?
Primi timidi segnali di apertura nell’ambito della vertenza Electrolux che per le Marche si traduce nella chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi con conseguenti 170 esuberi diretti e molti altri indiretti, per l’indotto. Il 30 giugno, a Roma, nella sede del ministero delle Imprese e del Made in italy, si è svolto il secondo incontro del tavolo tecnico che ha visto il management della multinazionale svedese e i rappresentanti dei sindacati di categoria Fiom-Fim-Uilm, dai nazionali ai territoriali, comprese le Rsu degli stabilimenti italiani del Gruppo, discutere per circa 3 ore. Al termine della riunione, secondo il comunicato congiunto delle parti sociali, Electrolux «ha espresso una disponibilità di massima a discutere di un nuovo piano, ma in modo ancora generico e del tutto insufficiente. Inoltre emerge con sempre maggiore evidenza che solo un intervento straordinario delle istituzioni può salvaguardare il settore e sbloccare la vertenza», si legge nella nota. Nel prossimo incontro del 14 luglio «attendiamo delle prime risposte dalla azienda, a partire da Cerreto, mentre il 21 luglio chiederemo una azione forte a Governo o Regioni», fanno riferimento al nuovo incontro in plenaria con la presenza anche delle Istituzioni ministeriali, regionali e comunali. Per il resto Electrolux ha ribadito i motivi che hanno portato alla stesura del piano con oltre 1.700 esuberi in Italia: una domanda di mercato post pandemia inferiore alle proiezioni, un calo dei prezzi medi di vendita dei prodotti, una maggiore capacità concorrenziale delle case asiatiche rispetto al previsto grazie ai minori costi di produzione. Tuttavia Electrolux si è detta in linea di principio disposta a elaborare un piano industriale, a patto che si intervenga su alcune leve di competitività, quali la modifica della tassa europea Cbam che oggi insiste sulle importazioni dei soli componenti ma non sugli elettrodomestici finiti, il costo della energia, la modifica della organizzazione del lavoro, il sostegno all’innovazione e il contenimento dei costi strutturali. Un servizio più dettagliato nella versione cartacea.















