Cultura

La creatività... è un'impresa, anzi nove.

“Irrealtà visibili” è il titolo dell’evento voluto e pensato da Anna Rita Riccioni, fondatrice e direttrice della Scuola di Danza Tersicore di Fabriano. Danzatrice, coreografa, regista, formatrice di giovani talenti e membro del CID (Consiglio Internazionale per la Danza) dell’Unesco, Anna Rita ha messo a disposizione la sua visione originale per dare una forma visibile al lavoro di messa in rete di alcuni artisti, artigiani e start up fabrianesi, reso possibile dall’organizzazione di Fabriano Città Creativa in vista dell’Annual Conference delle città creative dell’Unesco dal 10 al 15 giugno. Non un vero e proprio spettacolo, dove la scenografia è un contorno, né un’esposizione dove l’accadere artistico funge da animazione, ma un’opera sinergica in cui competenze, abilità, maestria in vari settori della creatività, si fondono insieme in maniera inaspettata per farsi segno tangibile di un movimento concreto e progettuale che persone, con background ed esperienze diversi, hanno sentito l’esigenza di capitalizzare insieme. Sono il gruppo di artisti, artigiani e start up – sottolinea Laura Trappetti, del gruppo RetArte di Fabriano - che hanno dato vita alla neonata esperienza di RetArte, figlia di un percorso di formazione e tutoraggio, il progetto “Mentore” della Fondazione A. Merloni, portato avanti da esperti provenienti da aziende di primo piano e da tutti i settori dell’organizzazione aziendale (dal commerciale al marketing, dalla finanza all’informatica, dalla produzione al controllo, dalla sicurezza alla logistica) in 4 mesi di lezioni”. Si tratta di nove imprese creative in essere o in costituzione: Befair, software libero e servizi tecnologici per lo sviluppo del territorio in chiave partecipata; Canapacruda, laboratorio artigianale di lavorazione della canapa; C.A.P.60044 Centro Arti Performative Fabriano, un nuovo spazio di contaminazione fra danza e teatro dedicato alla formazione e produzione; Gioielleria Rossi, la tradizione orafa fabrianese; Hudo, impresa tecnologica per il miglioramento della qualità degli ambienti di lavoro; Leime, atelier di alta sartoria con seta italiana; Maria Zepponi Creazioni d’arte, bottega fra arte e artigianato che vede la carta e la cellulosa come materia prima per oggetti di design e fashion; Massimiliano Carsetti, produttore del tradizionale Salame di Fabriano; Oltrecarta, team di creativi e artigiani di diverse materie, trasformate in oggetti unici. “In ‘Irrealtà visibili’ di ognuno – prosegue Laura - può essere individuata una traccia che intrecciandosi con l’altra forma il set di qualcosa che accade, più che essere mostrato, perché essere creativi più che un traguardo a cui giungere, è una struttura mentale, che risponde alla necessità di dare una forma nuova alla materia, alle idee ed ai saperi tradizionali. Per questo l’evento è il segno di un processo in itinere, che affonda le sue radici nell’operosità dei padri, ma vuole essere il volano di nuove opportunità per i figli in una città che è cambiata e sta cambiando. Così i corpi delle danzatrici Sara Paternesi, Lucia Gerini e Rebecca Boccaccini, che si stagliano e si muovono all’interno dello spazio allestito in via Verdi 9, sono il fil rouge che unisce, il simbolo dell’azione umana motore di ciò che da irreale diventa concreto”.