Cronaca

Venti anni fa apriva lo “Shamrock”, il pub dei record di Cerreto d’Esi

Lo

Lo "Shamrock" pub di Cerreto d'Esi durante una serata all'inizio degli anni Duemila

FABRIANO - Noi (chi vi scrive) c’eravamo, come tanti della nostra età. Il 20 dicembre del 2000, oggi, apriva i battenti lo “Shamrock”, il pub di Cerreto d’Esi che per un decennio è stato uno dei maggiori luoghi (se non “il” luogo) di intrattenimento fulcro dell’entroterra fabrianese. 

Trecento posti a sedere. Pienoni fino a cinquecento (o forse più) persone per i concerti delle “cover band” migliori d’Italia. La “messaggeria” del mercoledì che - in assenza di Facebook e degli altri “social”, ancora lungi dal nascere - era una ghiotta opportunità per conoscersi e “cuccare”: trovare un tavolo era impresa quasi impossibile e la coda sulla rampa d’ingresso iniziava prestissimo. Luogo di "apertura" del sabato sera, prima di spostarsi verso Matelica all’una/due di notte per ballare allo “Zonzo” o al “Much More”. E poi anche luogo di "chiusura" del weekend, la domenica sera, per gli immancabili commenti post-partite di calcio e basket, con la “tisana ristabilizzante" preferita alla birra a fiumi che era scorsa invece il venerdì e il sabato.

Lo “Shamrock” era tutto questo. E forse anche di più. Ognuno ha i suoi ricordi.

Un progetto nato da cinque ragazzi del posto, divenuti soci in questa avventura: Isabella Allegrini, Valeriano Bassani, Massimiliano Donato, Fabrizio e Stefano Pellegrini. «Ma nelle serate di punta raggiungevamo anche le 23/24 persone impegnate tra sala e cucina», ricorda oggi con nostalgia proprio uno dei “fondatori”, Fabrizio Pellegrini.

E con lui che apriamo l’album dei ricordi. «L'idea del pub irlandese ce l'avevo da qualche anno, poi con mio fratello e un amico, Giuseppe Gasparrini, andammo in Irlanda anche per prendere degli spunti ed abbiamo deciso di aprirlo coinvolgendo altre tre persone - racconta Pellegrini. - Inizialmente volevamo aprire a Fabriano, ma ben presto capimmo che era troppo difficile, praticamente impossibile… Puntammo sulla vicina Cerreto d’Esi, quindi, che tra l’altro era casa nostra. Fin da subito fu un successo clamoroso. In tutto l’entroterra, infatti, mancava un locale del genere, parlo del triangolo Fabriano-Matelica-Cerreto, ma anche oltre, perché noi avevamo gente che per le serate di punta veniva per esempio da Perugia, Civitanova, Fano… E tutto ciò solo con il “passaparola”, perché è vero che parliamo soltanto di venti anni fa, ma ricordatevi che era un altro mondo, proprio un altro mondo a livello di comunicazione, rispetto a oggi».

Sono numerosi gli aneddoti che tornano in mente a Pellegrini. «Il mercoledì per la “messaggeria” e nei fine settimana c’era talmente tanta gente, che a un certo punto fummo costretti a mettere il “buttafuori” per limitare l’ingresso delle persone. Le prenotazioni non le prendevamo, era impossibile gestirle: chi prima arrivava, meglio alloggiava - ricorda. - Indimenticabile quando venne a cena Vasco Rossi… era il 10 giugno 2001: aveva appena concluso il concerto allo stadio di Fabriano, il suo arrivo doveva essere “top secret” ma alla fine lo sapevano tutti e il locale diventò strapieno. E poi Cesare Cremonini, che venne a mangiare con tutto il suo staff e si mise a giocare a freccette… I tanti attori che, di stanza al teatro Gentile di Fabriano, poi venivano anche qui da noi a Cerreto, penso ad Antonio Albanese, a Dario Vergassola… Per dirti che livello avevamo raggiunto, una volta ero a Rimini e, su una rivista di appuntamenti della Riviera romagnola, che ti trovo? Anche i nostri eventi dello Shamrock, per me fu il massimo!».

Fu un crescendo esponenziale nel primo quinquennio degli anni Duemila, tanto che sopra al pub aprì anche l’hotel Domus, utile soprattutto per rappresentanti, commessi viaggiatori, lavoratori in genere in un distretto industriale che - allora - fatturava più o meno come l’intera Grecia… Poi, raggiunto l’apice nel 2005/06 circa, l’inizio della discesa.

«Stavano cambiando i tempi: sia economicamente, sia a livello sociale, sia di intrattenimento - dice Pellegrini. - Iniziammo a notare, ad esempio, che nella serata in cui c’era il Grande Fratello in diretta tv, al pub veniva molta meno gente, c’erano magari una cinquantina di persone, che per un locale grande come il nostro erano niente. Non dimentichiamoci che da queste parti cominciava a mordere la crisi. Poi le leggi sull’alcool, sul fumo, sull’affluenza… Mettiamoci anche un po' di stanchezza nostra, perché questo è un lavoro che logora. Fatto sta che mollammo nel 2008».

Il pub è andato avanti con un’altra gestione fino al 2011. Poi come pizzeria fino al 2013. Quindi la definitiva chiusura. «Restano i ricordi di una splendida esperienza, vissuta a tutto gas», conclude Pellegrini.

Galleria immagini