Cultura

Le foto di Satolli in Zona Conce

C’era molta attesa per l’inaugurazione della mostra del fotogiornalista fabrianese Emanuele Satolli, tenutasi sabato 13 dicembre presso il Polo Museale di Zona Conce a Fabriano alla presenza di un pubblico numeroso e partecipe. Il titolo stesso del progetto espositivo e dell’omonimo libro di cui ha preso le sembianze, pubblicato da Ghost Books, “That thing that never vanished”, pone un interrogativo a cui l’autore risponde senza esitazione nel suo intervento introduttivo: “La guerra – ha spiegato Satolli – è quella cosa che non se n’è mai andata. Con questo lavoro ho cercato di raccontare cosa significa viverla, confrontarsi ogni giorno con la possibilità della morte e con il lato più oscuro dell’essere umano. Non è solo testimonianza, ma una condivisione di domande e responsabilità”. Le oltre 60 foto esposte rispondono all’esigenza di Satolli di restituire una riflessione profonda sul presente e sull’esperienza della guerra, dopo oltre dieci anni di reportage fotografici realizzati nei principali scenari di conflitto e crisi umanitarie contemporanei. L’autore ha documentato la caduta dello Stato Islamico a Mosul, in Iraq, e a Raqqa, in Siria. È stato a Gaza durante le proteste successive al trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme e ha assistito alle guerre in Libia, Afghanistan, Nagorno Karabakh e al conflitto tra l’esercito turco e i curdi del PKK. Nel corso della sua carriera ha instaurato una collaborazione continuativa con TIME Magazine e il Wall Street Journal, e i suoi reportage sono stati pubblicati sulle principali riviste italiane e internazionali ed esposti in numerose gallerie e musei. “Emanuele Satolli è un fotografo di guerra, ovvero quei fotografi che quotidianamente scelgono di andare a raccontare le guerre affinché ci arrivino delle testimonianze vere di quello che succede nel mondo” spiega la curatrice della mostra Giulia Tornari. “In un’epoca dominata dalla proliferazione di immagini digitali - tra propaganda, disinformazione e produzioni sintetiche generate dall’intelligenza artificiale - il lavoro di Satolli riafferma il valore della fotografia come testimonianza diretta e custode della memoria”. Il progetto espositivo non segue un percorso lineare: le foto sono esposte con l’intento di documentare, fornendo una rappresentazione del lavoro del fotogiornalista, che con coraggio e professionalità sceglie ogni giorno di vivere i luoghi più drammatici degli scenari di conflitto e di crisi umanitaria contemporanei. Le immagini di Satolli documentano storie di persone e luoghi segnati dai conflitti e colpiscono proprio per la prossimità ai soggetti fotografati, restituendo l’intimità delle esperienze vissute in contesti estremi, attraverso uno sguardo che coniuga rigore documentario e responsabilità etica. Altrettanto interessanti i testi che accompagnano le opere, che raccontano l’esperienza diretta dell’autore nell’atto di fotografare i soggetti ritratti, una preziosa testimonianza che aggiunge valore alla mostra. Il Presidente di Carifac Arte, Geremia Ruggeri, ha sottolineato l’importanza di sostenere questo progetto espositivo, che realizza la mission dell’ente di promuovere e valorizzare le attività artistiche e i beni culturali, dove la cultura diviene strumento accessibile di comprensione del contemporaneo, offrendo una chiave di lettura al difficile periodo storico che stiamo attraversando. “La mostra che inauguriamo oggi - aggiunge - dimostra ancora una volta come Zona Conce stia diventando un polo culturale polivalente che fa della contaminazione tra linguaggi, storie e discipline la sua vera vocazione. È con questo spirito che auspico che la mostra That thing that never vanished possa essere per tutti voi un’esperienza di conoscenza, di riflessione e di maggiore consapevolezza”. La mostra sarà aperta fino al 1° febbraio nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì: ore 16/19, sabato, domenica e festivi: 10/13 – 16/19. Per informazioni: 0732 880883 / 328 1030132 https://zonaconce.it/it.