La Fondazione Mancini per il Salesi
Un piccolo spettacolo di lettura e musica per offrire un momento di svago a beneficio dei piccoli pazienti del Pronto Soccorso del “Salesi” di Ancona si è tenuto la settimana scorsa, frutto della collaborazione tra la Fondazione Arturo Toscanini di Parma, la Fondazione Marco Mancini Onlus di Fabriano e il “Salesi” avviata da due anni L’evento s’inserisce tra le attività progettuali del dipartimento di sviluppo socio-culturale Community Music portato avanti per la Toscanini da Marilena Lafornara nel cui ambito l’istituzione emiliana continua a lavorare per inserirsi e dare vita a reti di collaborazioni con associazioni, enti, per realizzare progetti di diffusione della musica in termini di alta accessibilità, inclusione e attenzione alle esigenze delle comunità. Con questo spirito la Toscanini è orgogliosa di collaborare con la Fondazione Marco Mancini che opera con lo scopo di sostenere la cura e l’assistenza a pazienti pediatrici oncologici. Protagonisti dello spettacolo che si è tenuto con il supporto delle patronesse del Salesi, due professori della Filarmonica Arturo Toscanini il violinista Daniele Ruzza e il cornista Davide Bettani che hanno eseguito brani di Ponchielli, Monti, Vivaldi e Rossini (revisionati da Giancarlo Liano) nel corso della lettura della divertente fiaba Cos’è successo a MusicAstro – la stella della musica- ideata da Giulia Bassi (giornalista e ufficio stampa de La Toscanini) per l’occasione anche voce narrante. Tanti gli applausi e fine spettacoli ripagati da un bis: aria sulla quarta corda di Bach Sia gli artisti che i promotori dello spettacolo sono convinti che l’esperienza emotiva ed umana che sta dietro a momenti di ascolto come questi sia un diritto di tutti ed in particolare di chi si trova ad affrontare situazioni critiche. Perché l’arte contiene un forte messaggio di accessibilità, invito al viaggio e alla comunicazione e la presenza di questi artisti segna per i piccoli pazienti il ripristino di quel pezzo di mondo dal quale sono esclusi. Infine, perché l’arte offre benessere a tutti in particolare a chi soffre.


















