Cronaca

Alta velocità per la ferrovia

Spunta l’ipotesi Tav sulla Roma-Ancona con Fabriano baricentro dell’alta velocità tramite il raddoppio della linea ferroviaria per consentire in futuro ai convogli di sfrecciare sulle rotaie tra tre regioni e completare il tragitto in poco più di due ore e mezzo rispetto alle quattro attuali. E’ stato direttamente il premier Giuseppe Conte, durante il vertice degli Stati Generali dell’economia a mettere sul piatto la possibilità di un forte impegno a lungo termine per potenziare le infrastrutture della rete interregionale. Attualmente, infatti, non si va oltre gli Intercity, eccezion fatta per il Frecciabianca Ravenna-Roma che transita in città, ma non ad Ancona, bypassata da Falconara. “La tratta – evidenzia la deputata fabrianese di M5S Patrizia Terzoni – è stata sempre presente nei programmi di sviluppo Rfi, ma il fatto che il premier l’abbia inserita all’interno della strategia degli Stati Generali è molto rilevante perché la considera tra le rotte più importanti su cui impegnarsi a portarla a termine. Dopo decenni di immobilismo, il Governo sta compiendo un’operazione di alto profilo scommettendo sulla ricucitura di un’Italia che vede oggi l’Appennino come ostacolo e non come opportunità. Sull’ammodernamento della Roma-Ancona mai c’era stata una visione complessiva delle finalità generali di questo progetto. Non è un caso che si punti anche sul rilancio dell’altro collegamento trasversale della penisola, il Roma-Pescara”. Ovviamente servirà un disegno articolato, assai costoso e dalla tempistica di attuazione particolarmente dilatata vista la necessità di intervenire nel raddoppio della linea soprattutto nel segmento umbro. Ma intanto si pensa pure alla possibilità di riattivare la tratta sospesa ormai da otto anni della Fabriano-Pergola, passando per Sassoferrato. “Abbiamo aperto un’interlocuzione con il Ministero” – ha annunciato nel, corso dell’ultimo Consiglio comunale il vice sindaco ed assessore ai Trasporti Joselito Arcioni, sottolineando la volontà dell’amministrazione comunale di battersi per il ritorno all’operatività delle rotaie dell’entroterra. L’alternativa sarebbe la trasformazione in percorso ciclabile per bici e pedoni. “Eventualmente – spiega Arcioni – si può trovare una formula per la coesistenza di entrambi i progetti, ma la priorità è focalizzata sulla ripartenza della linea ferroviaria che può rappresentare un importante volano turistico come avvenuto anche in altre zone collinari e montane al nord Italia”.