Beati Becchetti: ultimo appello
Scrivere ancora sull'importanza storico culturale dell'oratorio dei Beati Becchetti di Fabriano potrebbe risultare quasi superfluo. Luogo del Cuore Fai, architettura originale realizzata nella seconda metà del 1300 dai frati agostiniani Pietro e Giovanni Becchetti al ritorno dai pellegrinaggi in Terra Santa. All'interno un affresco di Lorenzo Salimbeni, artista nato a San Severino Marche che, insieme a Gentile da Fabriano, è considerato fra i massimi esponenti del Gotico Internazionale. Da lungo tempo in abbandono per la mancanza di visione progettuale di amministratori che hanno sempre avuto “altre priorità”. Per anni ci siamo chiesti di chi era la proprietà, ora sappiamo che la proprietà non è più del Comune di Fabriano che, al momento della cessione gratuita degli immobili dell'ex convento agostiniano (ora ospedale cittadino) all'Asur, ha pensato bene di cedere anche il chiostro e l'oratorio. Una decisione lungimirante, tanto acuta che nel blocco sono stati inseriti anche i locali della farmacia comunale così, prima o poi, dovremo pure pagare l'affitto. Ora viene da chiedersi a quale titolo il Comune di Fabriano curò (con fondi privati) il restauro dell'affresco del Salimbeni 14 anni fa? Perché dopo il sisma del 1997 elaborò la scheda dei danni da terremoto (goffamente perché non arrivò un centesimo)? Per quale motivo sempre il “comune non proprietario” si è attivato invano per trovare fondi dopo il sisma del 2016? La risposta è semplice: una testimonianza storico artistica di civiltà è un bene comune, appartiene a tutti i marchigiani. Stabilire la proprietà è solo una foglia di fico per nascondere la vergogna di una inguaribile mancanza di sensibilità e iniziativa. Il tempo scorre inesorabile, questa amministrazione batta un colpo! Si faccia pro attiva verso la Regione Marche e l'Asur; l'Oratorio dei Beati Becchetti è patrimonio di tutti e va salvato. Se al momento non ci sono fondi per un intervento si mettano in essere tutte quelle azioni che consentano, in un prossimo futuro, di agire. Oppure si abbia il coraggio di dire che non c'è nessun interesse a farlo.
Giampaolo Ballelli dell’Associazione culturale Fabriano Storica
















