Ripercussione dei dazi nelle Marche
È evidente come i nuovi dazi porteranno con sé delle ripercussioni negative sul sistema della piccola impresa, già messo a dura prova dall’inevitabile svantaggio rispetto ai competitor industriali, nel confrontarsi con i partners internazionali. Con i dazi Usa al 15% le Marche subirebbero una riduzione dello 0,3% del proprio Pil, con un impatto di circa 153 milioni di euro. Inoltre una riduzione dell’export del 16% e di occupati pari a 2.504 unità (-0,36%). Sono queste le stime elaborate dallo Svimez e che pongono le Marche, a livello percentuale, intorno alla media nazionale nell’ipotetica riduzione del Pil (-0,3%) e nel calo di occupati (-0,4%). Per la nostra Regione si prospetterebbe una riduzione delle esportazioni superiore alla media Italia, stimata dallo Svimez nel -14%. E’ intervenuta nel dibattito la Cgil Marche, per la quale sarebbero a rischio circa 5mila posti di lavoro tra meccanica, chimica, farmaceutica, moda e agroalimentare. Il problema riguarda soprattutto i prodotti che non hanno una specificità e che quindi possono essere intercambiabili. L’auspicio è che il Governo nazionale si faccia carico di politiche industriali di rilancio, di sostegno e di compensazione dei settori manifatturieri, nonché, sempre stando alle dichiarazioni sindacali, della ridefinizione delle cosiddette Zone Economiche Speciali che attualmente riguardano solo il sud Italia, considerando che le Marche sono al confine e subiscono notevoli svantaggi competitivi.


















