Cronaca

Marche, la ricostruzione come rinascita

Dall’emergenza alla ricostruzione, dalla ricostruzione alla rinascita delle comunità. Al Meeting di Rimini è intervenuto il Governatore della Regione Marche Francesco Acquaroli, insieme al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, al Commissario Straordinario per la Ricostruzione del Guido Castelli e all’amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Antonella Baldino. A dieci anni dal terremoto che ha colpito le Marche, Acquaroli ha posto l’accento sulla necessità di andare oltre la ricostruzione materiale, interrogandosi su che cosa debba significare davvero ricostruire un territorio colpito dal sisma. Ha affermato: “Certamente non basterà il completamento dei cantieri per ritrovare la normalità. Dobbiamo considerare terminata la ricostruzione quando quelle comunità avranno ritrovato la normalità economica, la normalità sociale e la capacità di poter elaborare quello che sarà il loro futuro”. Il terremoto ha colpito territori che già prima del sisma affrontavano lo spopolamento e la carenza di infrastrutture strategiche. La ricostruzione deve quindi diventare l’occasione per riscoprire il valore di un patrimonio che per troppo tempo è stato considerato quasi scontato: la bellezza del paesaggio, la gastronomia, l’artigianato, la cultura, la spiritualità e soprattutto i borghi, ambienti nei quali per secoli si è sviluppata la vita delle comunità. Questi territori hanno una forza enorme, ma spesso non ne sono consapevoli. La vera sfida è far comprendere la loro importanza, la loro forza. Da qui la scelta di investire anche attraverso la programmazione europea. Ha detto Acquaroli: “Un territorio diventa attrattivo se riesce a puntare sull’autenticità. Una strategia che non riguarda soltanto il turismo. L’obiettivo è quello creare le condizioni per trattenere i giovani, sostenere l’imprenditorialità e generare nuove opportunità nel campo della gastronomia, dell’artigianato e dell’innovazione, valorizzando anche la qualità della vita che i nostri luoghi possono offrire".       

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