Cultura

La carta ricordando Dante

La mostra “Canti di Carta” nasce dalla combinazione di importanti celebrazioni. La prima riguarda la ricorrenza dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, la seconda celebra il riconoscimento di Ascoli Piceno come “Città della Carta”, attraverso l’esposizione di una selezione del suo vasto patrimonio storico artistico cartaceo e viene realizzata proprio presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli di Fabriano, riconosciuta dalla stessa legge regionale “Città della carta e della Filigrana”. La mostra sarà inaugurata sabato 19 marzo alle ore 16.30 con un evento presso il Palazzo del Podestà e sarà visitabile fino all’8 maggio. L’evento espositivo promosso dalla Regione Marche e dal Comune di Fabriano è curato da Carlo Bachetti Doria, organizzato dall’Associazione Giovane Europa e si avvale della competenza di un comitato scientifico composto da esperti nel campo letterario, archivistico, storico artistico antico e contemporaneo. Le opere esposte, appartenenti principalmente dalle Civiche Collezioni del Comune di Ascoli, provengono anche dal Comune di Montefiore dell’Aso, da collezionisti privati e dalla raccolta d’arte della Provincia di Ascoli Piceno. La carta è la protagonista principale di una mostra che si ispira in vari modi a Dante Alighieri e al suo capolavoro, La Divina Commedia. L’eterogeneità curatoriale ha ampliato le possibili connessioni tra l’opera dantesca e le produzioni letterarie, scientifiche e artistiche scelte per un possibile rapporto diretto o interpretativo dei temi contenuti nella Divina Commedia. Il percorso espositivo, che comprende solo opere su carta, si articola in dieci sezioni raggruppate in tre principali tipologie: la prima è quella dei “libri” in cui sono esposti rari incunaboli, libri artistici e edizioni di pregio. Questa prima sezione è suddivisa nei seguenti temi: la “Matrice culturale”, in cui sono presenti volumi riferiti ai “maestri” e ai modelli letterari a cui si è ispirato il sommo poeta; “L’AntiDante”, ovvero le opere di Cecco d’Ascoli, in particolare l’”Acerba”, definita anche “l’Anti Commedia”, in cui lo studioso Ascolano critica aspramente il poeta fiorentino accusandolo di negare la “Scienza vera”. L’ultima sezione di libri non può che essere quella della “Comedia e Divina Commedia” che comprende varie edizioni del capolavoro dantesco, antiche e di rilevante importanza letteraria e artistica, tra cui risalta “La Comedia, con commento di Cristoforo Landino” del 1491. Questo raro incunabolo è considerato la prima edizione interamente illustrata della Comedia di Dante Alighieri di cui sono presenti solo 14 esemplari nelle biblioteche pubbliche italiane; una di queste, tra le meglio conservate, è custodita nella Biblioteca Civica Giulio Gabrielli di Ascoli Piceno. La seconda tipologia, la “cartografia”, intitolata “I cieli e le terre di Dante”, accoglie mappe cartografiche terrestri, astronomiche, astrologiche e volumi sulla geografia e la cosmologia, ispirati o direttamente riferibili al poeta fiorentino come testimonia la Dante Map, un’incisione inglese di fine ottocento che riporta i nomi dei luoghi citati nel poema dantesco. In questa sezione, osservando le seicentesche incisioni che raffigurano il mondo subterraneo, è facile pensare a come la Divina Commedia abbia influenzato l’immaginazione dell’autore, lo scienziato gesuita Athanasius Kircher. L’ultima tipologia è costituita dalle “opere d’arte su carta” raggruppate nelle seguenti sezioni: “Dante e la sua Commedia”, “Beati, Dannati e Spiriti Magni”, “Il Mito e Il Sacro”, ”Animali e Esseri Straordinari”, “Paesaggi Reali e Visionari”, “Amor e 'L Cor Gentil”. In questa sezione sono esposti dipinti, disegni, fotografie e opere grafiche di artisti che dall’epoca rinascimentale fino ad oggi, attraverso riferimenti, tributi, legami, rimandi, connessioni, hanno interpretato visivamente il capolavoro letterario dantesco. Nella mostra sarà possibile ammirare le opere di grandi maestri dell’arte antica moderna e contemporanea, come Guercino, Morandi e Kiki Smith, assieme ai capolavori su carta di pittori, scultori e fotografi nati e operanti nelle Marche, da Giovanna Garzoni a Giuliano Giuliani passando per i Ghezzi, De Carolis, Licini e Giacomelli ed i contemporanei Consorti, Cutini e Girardi. Le opere contemporanee confermano la forza ispiratrice che la Divina Commedia continua a infondere nelle arti visive, forse perché Dante sa esprimere noi stessi meglio di quanto sappiamo fare noi.