Cultura

Progetto sulla carta: no ai campanilismi da strapaese

La carta: il simbolo di Fabriano

La carta: il simbolo di Fabriano

Fare rete e fare sistema. Lo abbiamo scritto più volte che le nuove generazioni, a Fabriano come altrove, sono propense a fare il salto in avanti, mentre la vecchia guardia tende a difendere posizioni di rendita o a bloccare l’altro perché più capace, a salvaguardare amici, collaboratori, dividendo in squadre una città che avrebbe più che mai bisogno di collaborazioni trasversali e di superare questa fase tipica degli anni Novanta e del primo decennio del Duemila (eccetto la parentesi del sindaco Castagnari e del sindaco Santini). La mentalità da strapaese di chi rompe le uova nel paniere la si avverte, ad esempio, sul progetto che riguarda la carta e la filigrana. Partiamo da un presupposto incontrovertibile: per troppo tempo la carta, in città, è stata rappresentata solo ed esclusivamente dal museo (i pezzi storici esposti e utilizzati, tra l’altro, sono di proprietà delle ex Cartiere Miliani). La bontà di un nuovo progetto portato avanti dalla Regione Marche (bene l’attivismo e l’onestà intellettuale dell’assessore Manuela Bora), dal Comune di Fabriano, da Carifac’Arte, dalla Fondazione Fedrigoni e dalla Pia Università dei Cartai, è volta a far sì che un mestiere antico e popolare non venga perso per sempre. Quindi il mettere insieme risorse, superando le divisioni e l’antagonismo del passato, sarebbe fondamentale, così come individuare i depositari della conoscenza della carta a Fabriano. In un recente incontro organizzato dal segretario del Pd Francesco Ducoli si sono gettate le basi perché il progetto giunga a compimento mediante il riconoscere, con una legge regionale, Fabriano Città della Carta e della Filigrana. Anche lo staff dell'Unesco, a nostro avviso, dovrebbe ritenere la carta il simbolo unificante della città, più di ogni altro bene comune. Tutto il resto appartiene ad una dietrologia melensa, come ogni pretesto politico per demistificare la realtà. Dunque, un’iniziativa che vuole essere soprattutto un’apertura a tutte le forze produttive e sociali della città al fine di costruire un testo di legge condiviso, che sappia raccogliere le istanze e le idee di chi, a Fabriano, vive in prima persona la carta e la filigrana. Sono sacrosante, in proposito, le parole di Maurizio Romagnoli, presidente della Cna, che ha sposato in pieno l’impegno degli enti pubblici e privati. “Ci interessa molto il riconoscimento di Città della Carta e della Filigrana. Questo è il giusto iter da seguire. Con Carifac’Arte si è anche perso il campanilismo fra le associazioni di categoria”.