Cronaca

Non c'è pace per il cimitero

Giorni amari per i parenti dei defunti sepolti nel reparto 8 del cimitero di Santa Maria di Fabriano che si sono visti recapitare l’avviso di pagamento del canone per il servizio lampade votive relative all’anno 2021. “Abbiamo ricevuto il bollettino così come i bambini cattivi, in questi giorni festivi, hanno ricevuto il carbone” l’amara constatazione di Stefano Balestra, sindacalista Whirlpool che ha diversi parenti sepolti nel principale camposanto della città. Racconta: “La bolletta è arrivata, e non credo solo a me, ben oltre la data di pagamento fissata al 31 dicembre. Il Comune con uno sforzo sovraumano precisa ‘che non saranno applicati interessi per i pagamenti pervenuti oltre la data di scadenza riportata in bolletta’. L’ente non fa altro che aggiungere amarezza per una vicenda vergognosa che si trascina ormai da quasi 19 mesi”. E’ dal 12 giugno 2020 che quell’ala cimiteriale è chiusa e sbarrata all’accesso dei parenti dei defunti per un’ordinanza del sindaco di Fabriano, a causa di un’inagibilità derivante dalle infiltrazioni di acqua che hanno reso pericolosi i solai del piano superiore. “Per il secondo anno consecutivo ci si troverà a pagare il canone, senza neanche un’agevolazione, un occhio di riguardo per tutti quelli che stanno patendo l’amarezza della privazione di poter andare a trovare i propri cari che non ci sono più. Ma niente, nulla è servito – dichiara Balestra – a far comprendere a quest’amministrazione comunale che questa sarà e resterà una delle tante brutte cicatrici inferte ai fabrianesi e probabilmente, anzi sicuramente, la risoluzione di questa incresciosa e vergognosa vicenda, della quale non si conoscono con certezza le tempistiche, toccherà chi arriverà dopo le elezioni”. Tra gli utenti c’è anche chi ha pensato di disdire il canone delle lampade votive, ma in più di un’occasione è sembrata una mancanza di rispetto nei confronti dei cari defunti. Nei mesi scorsi gli utenti interessati da questa criticità avevano anche scritto una lettera al sindaco Santarelli con l’obiettivo di velocizzare l’iter dei lavori per la riapertura. “Se è vero che il grado di civiltà di un paese si misura nel modo con cui si custodiscono le spoglie dei propri cari, attraverso la cura e il decoro dei cimiteri, bisogna dire che nel comune di Fabriano il grado di civiltà è molto basso” si legge in un passaggio. Già con il terremoto del 2016 nel settore 4 si erano avuti danni consistenti con interdizione alle visite. Nel 2020 è stato chiuso l’intero settore 8 a causa del cedimento dell’intonaco e delle pignatte del soffitto. Cedimenti, poi, anche nel settore 9.