Cronaca Fabriano

Ci ha lasciati don Luigi Monti

Don Luigi Monti

Don Luigi Monti

La salma di don Luigi è stata composta alla casa funeraria “Infinitum” dove, da oggi, lunedì 14 novembre (a partire dalle 14), sarà possibile rendergli omaggio. Il mondo ecclesiastico locale è in lutto per la scomparsa di don Luigi Monti. A dare il triste annuncio è stato don Umberto Rotili, parroco della Misericordia di Fabriano. Don Luigi si è spento all’età di 87 anni: storico parroco della Misericordia e colonna portante da sempre, aveva lasciato la parrocchia per raggiunti limiti di età, dopo 42 anni di ministero, nel settembre 2015. “Vi chiedo una preghiera per lui”, confessa don Umberto Rotili. Mercoledì la salma sarà trasferita nella Chiesa della Misericordia dove sarà possibile per i fabrianesi sostare in preghiera e salutarlo per l’ultima volta. Alle 15 la celebrazione dei funerali, presieduti dal Vescovo della Diocesi, Monsignor Francesco Massara.


Questo è l’articolo che è stato scritto, due settimane fa da don Leopoldo Paloni in seguito alla nuova campagna-offerte per i sacerdoti: era stata individuata la figura del caro don Luigi Monti come modello sacerdotale. Leggendolo il pezzo oggi, sembra proprio un gesto di ringraziamento postumo per quanto fatto da don Luigi in Diocesi.

Quando negli anni Sessanta il Vescovo Monsignor Macario Tinti decise di erigere quella che da lì a breve sarebbe diventata la più popolosa parrocchia della città, affidò la stessa ad un sacerdote che costruì nel giro di poco tutto il necessario. Purtroppo questo parroco morì prematuramente senza avere il tempo di estinguere il forte debito accumulato. Al Vescovo non rimaneva altro che affidare la patata bollente ad un giovane sacerdote che nella vita non ha mai chiesto niente e non ha mai rifiutato niente. Questo prete si chiamava don Luigi Monti. Uomo di vita austera, fedelissimo ad ogni impegno, sistemò ogni cosa e a buon diritto può essere considerato il secondo fondatore della parrocchia della Misericordia. Con il passare degli anni e l’insorgere dei malanni, don Luigi ha dovuto lasciare questa chiesa ad un sacerdote più giovane, ma continua, almeno nei giorni festivi, a svolgere in parrocchia un discreto e prezioso servizio liturgico. Stringendo i denti, poiché siamo ormai oltre gli 87 (erano i tempi in cui l’Italia proclamava l’Impero), don Luigi svolge anche l’incarico di rettore della chiesa cittadina dedicata all’adorazione. La gente sa che, se vuole confessarsi, un sacerdote è sempre a disposizione. Alla Casa del clero dove ora abita, i sacerdoti non hanno bisogno di consultare il segnale orario per rimettere l’orologio: basta attendere a colazione pranzo e cena l’arrivo di don Luigi per sapere l’ora esatta. Con tutta la buona volontà è veramente difficile trovare un difetto ad un uomo di tale tempra: con lui le malelingue hanno certamente vita dura. Questo è ciò che si può dire  e che è sotto gli occhi di tutti, ma la parte più interessante sarà certamente quello che non si vede, il bene che un uomo della sua riservatezza sicuramente fa di nascosto con il fine di cercare di guadagnarsi un posto in paradiso.