Cronaca

Quanti presepi in Diocesi!

Un'immagine del presepe nei pressi del chiostro della Cattedrale di Fabriano

Un'immagine del presepe nei pressi del chiostro della Cattedrale di Fabriano

Non sono pochi i presepi in mostra nel nostro comprensorio. A cominciare da quello sito presso il seminterrato del complesso di San Benedetto a Fabriano che ospita una rassegna permanente di Natività, opera dell’attività quasi trentennale del presepista Fabrizio Ciccolini. Ciò che occupa la superficie maggiore (circa 80 metri quadrati) è la ricostruzione del “Presepe del Borgo”, che venne realizzata nella chiesetta di San Cristoforo dal 1987 fino al 1997, anno del terremoto che lesionò l’edificio. Dal Natale del 2011 il presepio è ospitato appunto nel sito di San Benedetto. Costruito in stile popolare, è la ricostruzione della valle del fiume Esino che, partendo da Fabriano (e più precisamente dal quartiere Borgo, di cui sono rappresentate in primo piano alcuni luoghi caratteristici, come via Le Moline e via Madonna delle Grazie) arriva ad Ancona, con il mare, il Duomo di San Ciriaco e il vecchio faro. Fino al 2016, nella Cattedrale di San Venanzio, si poteva ammirare il presepe di Manuel Sabbieti. Oggi che il giovane fabrianese purtroppo non c’è più, le redini sono stato prese proprio da Fabrizio Ciccolini, che non ha fatto mancare il suo impegno mantenendo la tradizione inaugurata dal collega. “Il presepe – sottolinea Ciccolini - si compone del materiale di Sabbieti. Personalmente ho aggiunto la Madonna delle Grazie, il fiume Giano e Le Conce in primo piano. E’ ubicato nei pressi del chiostro della Cattedrale, con ingresso laterale lungo via Balbo. Nello stesso luogo c’è anche la mostra dei presepi e dei pastori, posta in due armadi, che è curata da Gianfranco Straino, proprietari dei bellissimi pezzi provenienti da ogni parte del mondo”.

Festeggia le sue nozze di “porcellana” (venti anni) Coldellanoce, nel Sentinate, con il suo presepe vivente. È dal 1998 che gli abitanti della piccola frazione sulle pendici del Monte Gallo celebrano la natività allestendolo in ogni angolo del borgo. In tutto sono un centinaio di figuranti che dalle 17.30 fino alle 19.15 allieteranno le giornate del 26 e 30 dicembre. Le scene sono quelle tradizionali con uno sguardo in più ai mestieri spesso rappresentati da chi nella vita reale esercita la professione. Ci sono filatrici di lana, sarte, l’arrotino, il venditore di cereali, lo scultore, il poeta, il fornaio, l’osteria, i pastori. Non mancano scene importanti con i soldati romani, i Re Magi, l’harem e una scena di Erode e della sua corte in bella vista sulla terrazza che domina il cuore del paese. E poi tanti animali. 

Non è un caso se quasi 400.000 persone hanno visitato finora il Presepe vivente di Genga. Quest'anno è alla sua XXXV° edizione in 40 anni dalla fondazione ad opera di don Giuseppe Fedeli e Mario Vescovi. L'allestimento lungo il sentiero che s'inerpica sul Monte Frasassi porta nella splendida grotta naturale che fa da scrigno al Santuario della Madonna di Frasassi. E’ uno scenario naturale che rende unico il presepe vivente di Genga, una delle Natività più belle delle Marche. Lo spettacolo: coinvolti ben 350 figuranti che con cura riproducono scene di vita quotidiana e che sono dislocati in una scenografia grande 30mila metri quadrati. A rendere unico il Presepe vivente di Genga è la nascita del Bambino Gesù che riproduce la tela dell’Adorazione dei Magi del pittore Gentile da Fabriano. Quest'anno il percorso è stato modificato e proseguirà all'interno della Grotta del vento, alle falde del monte. Le date sono il 26 e il 30 dicembre, dalle 14.30 alle 18.30. Nella culla il piccolino Fabrizio Galtelli e suo papà Fabio nelle vesti di Giuseppe, nonché sua mamma Eleonora Brega in quelle di Maria. 

Saranno invece tre le rappresentazioni previste dall’edizione numero 34 del presepe vivente di Precicchie. Appuntamento alle ore 17 del 26 dicembre, del primo gennaio 2019 e del 6 gennaio. Ancora una volta quindi si ripropone la Natività nel castello della frazione fabrianese, per una tradizione che vuole portare con sé (oltre al sentimento religioso) la difesa di valori storici, tradizionali, ambientali ed ecologici del territorio.  Come ogni anno saranno decine i figuranti, per un balzo indietro nel tempo con lo scopo di ricostruire le fasi salienti della nascita di Gesù. Negli ultimi due anni però la sacra rappresentazione è stata però presa di mira anche dalla… sfortuna. Nel 2016 la rappresentazione è stata “messa in discussione” dagli eventi atmosferici, con una tromba d’aria che rovesciò la tensostruttura utilizzata dal premio cinematografico ospitato dalla frazione, costringendo gli organizzatori ad annullare l’edizione prevista. Lo scorso anno invece saltò la rappresentazione prevista per Santo Stefano a causa di “intoppi burocratici”. Un viaggio nel tempo che ha coinvolto lo scorso anno circa 100 figuranti (e circa 20 persone destinate a compiti di sicurezza). Antichi lavoratori, bambini  e militari romani a pochi passi dal luogo prescelto per la nascita di Gesù. Atmosfera resa ancora più suggestiva dall’illuminazione e dalla leggera foschia che ha avvolto sempre il castello.