Le Marche al Vinitaly
In un frangente complesso per il vino italiano, il bilancio della Regione Marche al 58° Vinitaly è positivo. Il Salone internazionale dei vini e distillati di Verona si conferma, per numero di visitatori e occasioni di contatto con buyer, operatori professionali e wine lover presenti, una piattaforma strategica per il vino marchigiano, la cui qualità è certificata da un insieme di fattori: 20 Dop e 1 Igp e un’incidenza dei vigneti biologici che sfiora il 40% che fanno delle Marche la regina italiana nel segmento organic. Non solo: le Marche rafforzano l’alleanza con Veronafiere e annunciano che il prossimo autunno Ancona Capitale italiana della Cultura nel 2028, ospiterà la manifestazione Vinitaly and the City, il fuori salone che rappresenta un veicolo strategico per la promozione non soltanto delle aziende vitivinicole della regione, ma anche per sostenere l’enoturismo. Un Vinitaly vincente. A confermare la forza delle aziende vitivinicole presenti alle Marche (106 aziende da tutto il territorio, con la collettiva regionale che a Vinitaly ne ha rappresentate 50, su uno spazio di oltre 1.000 metri quadrati e una Terrazza con 212 etichette in degustazione libera, una vera e propria biblioteca del vino con un orientamento di degustazione), è il vice presidente e assessore all’Agricoltura, Enrico Rossi. “Vinitaly è un evento centrale per le imprese del vino marchigiano. Anche l’edizione 2026 ha dato riscontri molto soddisfacenti, portando in vetrina i punti di forza della Regione, a partire dalla varietà di un territorio plurale come le Marche che ha acquisito la capacità di presentarsi come territorio unico anche in chiave enoturistica”. Agricoltura e turismo camminano insieme. È su questo binomio che si gioca una parte importante della crescita: da un lato intercettando e incrementando i flussi legati all’agriturismo e al turismo esperienziale; dall’altro accompagnando questo sviluppo con un investimento istituzionale sul potenziamento della rete infrastrutturale ricettiva”. Altro elemento sul quale scommettere è il biologico, leva fondamentale per approcciare mercati internazionali e consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e all’ambiente.


















