Giubileo dei malati a Loreto
In 900, di cui circa 60 dalla Diocesi di Fabriano-Matelica, abbiamo raggiunto Loreto sabato 24 maggio da tutte le Marche per il Giubileo dei Malati organizzato dall’Unitalsi in collaborazione con la Conferenza Episcopale Marchigiana e con il Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto, per consentire a tante persone fragili nel corpo e nello spirito di partecipare all’evento giubilare nel luogo più rappresentativo della spiritualità della nostra regione rappresentato dal Santuario della Madonna di Loreto. L’Unitalsi, in prima fila, si è fatta carico del trasporto e della gestione dei tanti malati, per permettere loro di partecipare nel migliore dei modi ai vari momenti che hanno caratterizzato questa giornata particolare, all’insegna della condivisione e della centralità dell’esperienza unitalsiana, da sempre permeata dall’attenzione alle esigenze delle persone ammalate e anziane. La giornata giubilare ha avuto inizio con la liturgia penitenziale condotta dall’assistente regionale dell’Unitalsi don Stefano Conigli. Liturgia di preparazione al sacramento della riconciliazione e successivamente alla concessione dell’indulgenza plenaria per voce del delegato pontificio Mons. Fabio Dal Cin nel corso della Santa Messa presieduta da Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata e presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana, affiancato nella celebrazione da Rocco Pennacchio, vescovo di Fermo e Assistente Nazionale dell’Unitalsi, e da Paolo Ricciardi, recentemente nominato vescovo di Jesi molto vicino alle tematiche della Pastorale della Salute e all’operato dell’Unitalsi. La condivisione è poi proseguita a tavola nelle strutture ricettive dislocate nella piazza del Santuario, occasione per ritrovarsi in fraternità e cordialità tra vecchi amici e nuove conoscenze. Infine, prima del ritorno alle proprie case, un’ultima visita in basilica con il tradizionale passaggio in Santa Casa per rendere omaggio alla nostra Mamma Celeste e ringraziare per l’opportunità di questa giornata particolare.
Francesco Giardini















