La festività del patrono
La chiusura del Palio coincide da sempre con la festività del patrono S. Giovanni Battista. Prima della processione finale lungo le vie cittadine con la statua del Santo, sotto le note del corpo bandistico “Città di Fabriano” che introduce alla fase conclusiva della manifestazione con la sfida del maglio, c’è stata la concelebrazione solenne in Cattedrale, officiata dal Vescovo emerito di Fano Mons. Armando Trasarti, alla presenza del Vescovo Mons. Francesco Massara e di quello emerito Mons. Giancarlo Vecerrica, con la “regia” del parroco don Antonio Esposito ed il canto liturgico animato dal gruppo corale S. Cecilia di Fabriano, cappella musicale della Cattedrale di S. Venanzio. Chiesa gremita all’arrivo in processione dei Vescovi, sacerdoti, diaconi, con le autorità in prima fila, da quelle politiche, come il sindaco Daniela Ghergo, l’assessore regionale Chiara Biondi, quelli comunali Andrea Giombi e Maurizio Serafini, il presidente del Consiglio regionale Dino Latini ed il presidente dell’Unione Montana Esino Frasassi Giancarlo Sagramola a quelle militari. Il Vescovo emerito Mons. Trasarti ha subito sottolineato la bellezza della figura di S. Giovanni Battista come colui “che non è il padrone della strada, ma funge da segnale stradale, indica la direzione verso cui andare, apre la strada a Cristo. La Chiesa esiste non per se stessa, ma per essere la via che ci fa incontrare Gesù”. Ecco la domanda: siamo padroni o indicatori? E la ripresa del tema con più determinazione: “Dobbiamo preparare un popolo ben disposto, non dominarlo, ma accompagnarlo e quando serve, al termine della propria missione, mettersi da parte per lasciare spazio a Cristo… io devo diminuire, Cristo deve crescere”. Ancora il riferimento alla capacità di S. Giovanni di essere al servizio del Signore, “un precursore del Messia, un profeta, ecco perché era un indicatore e non un padrone. Tutti i tempi sono difficili, ma anche questi vanno vissuti da servitori e senza lagnarsi troppo”.















