Il tema della carità
Carissimi, l’esperienza della fragilità, della paura, della malattia vissuta dopo i mesi del lockdown per la pandemia da Covid-19, ha condizionato i nostri percorsi ecclesiali e le nostre scelte pastorali. Ci siamo dovuti fermare ma ora, per quanto possibile, è necessario ripartire e riprendere il nostro cammino alla sequela di Cristo e del suo Vangelo. Come comunità cristiane siamo stati chiamati a ricercare il bene anche in mezzo al male e, nella fede, a trasformare il tempo cronologico – kronos – segnato da difficili e dolorosi eventi contingenti, in tempo spirituale – kairos – cioè occasione, opportunità, grazia. Così, nell’impossibilità di muoverci e di convocarci in assemblea, abbiamo riscoperto nella prassi della piccola chiesa domestica il dono e la dignità del Battesimo e la sua grandezza, la forza della preghiera a tu per tu con il Padre, la sacralità della nostra casa e della nostra vita. Dovendo necessariamente fare i conti con questa nuova situazione con la quale ancora ci troviamo a convivere, come Chiesa siamo pensati a ripensare lo stile della nostra prassi pastorale e, per l’inizio di questo percorso di sinodalità, ho scelto il tema della carità. La carità, infatti, è l’essenziale del Vangelo ed è rintracciabile nell’icona biblica del Buon Samaritano (Lc 10, 25-37) in cui viene fatto emergere una carità annunciata, celebrata e testimoniata. A partire dalla domanda “E chi è il mio prossimo?” (Lc 10,29), la carità è annunciata cercando di definire percorsi pastorali nei quali non vengono celebrati solo i “buoni sentimenti”, ma si sviluppa un’attenta osservazione della realtà che ci circonda. L’attività pastorale, allora, saprà, leggere i segni dei tempi e cogliere nuove povertà che non chiedono la riorganizzazione di uffici o strutture, ma domandano prima di tutto comprensione, ascolto, vicinanza, tenerezza e, ancor prima del pane materiale, implorano il pane dell’amore, dell’amicizia, della fraternità! A partire dall’urgente appello dei poveri, siamo chiamati a ripensarci edificando delle comunità diocesane che, attraverso un cammino unitario, portino alle loro realtà l’annuncio credibile del Vangelo declinato con l’autenticità della vita. Una vita dove la carità è celebrata nella misura in cui si assume lo stile di chi vuole farsi prossimo: “passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, lo caricò, lo portò in un albergo e si prese cura di lui” (Lc 10, 34). L’esempio del Buon Samaritano mostra quindi che l’annuncio della Buona Novella è costituito da fatti e parole, da gesti ed insegnamenti tra loro intrinsecamente connessi e profondamente collegati. Alla luce di questa prassi evangelica, siamo invitati ad una riscoperta urgente della domenica come Pasqua della settimana e ad un’attenta rivisitazione dei percorsi d’iniziazione cristiana che facciano riscoprire i sacramenti come segni distintivi di un’autentica vita cristiana. La carità celebrata diventa quindi carità testimoniata: “Va’ e anche tu fa’ così (Lc 10, 37). Questo perentorio invito del Vangelo orienta la nostra azione pastorale a ripensarci non più come comunità ecclesiali separate e divise per “orticelli” o ristretti orizzonti territoriali, ma come due comunità unite nelle differenze capaci di dare sinergicamente risposte concrete a tutte le povertà. Consapevoli dei bisogni già conosciuti (precarietà economica, crisi occupazionale, mancanza di risorse pubbliche, marginalità sociale, povertà educativa e danni ambientali), cerchiamo di essere disponibili ad un ascolto attento delle difficoltà emergenti, colte soprattutto nelle relazioni umane ed affettive in seno alle famiglie. Si favorisca, allora, quella prassi tanto cara a Papa Francesco della cosiddetta Chiesa in uscita imparando ad “abitare” non solo i tradizionali luoghi della quotidianità umana, sociale ed ecclesiale, ma anche quelli virtuali e digitali tanto utili nei mesi dell’emergenza sanitaria, trasformandoli in spazi educativi d’incontro e di ascolto. Nella prospettiva di un percorso di crescita secondo i principi della comunione, collaborazione e corresponsabilità, è necessario stabilire un programma al fine di perseguire un cammino che realizzi un progetto di sinodalità ecclesiale. Invito i responsabili degli Uffici Pastorali a partecipare all’incontro del 5 settembre alle ore 9.30 che si terrà a Castelraimondo presso i locali della chiesa della Sacra Famiglia (via Papa Giovanni XXIII, 5). Nel corso della mattinata, attraverso l’ascolto e l’elaborazione di alcune suggestioni, analizzeremo la situazione delle nostre diocesi ricercando possibili percorsi per un cammino unitario del nuovo anno pastorale 2020-2021. Affidiamo questo cammino alla Beata Vergine Maria e ai nostri Santi Patroni: il loro esempio, i loro insegnamenti e la loro santità continuino ad ispirare ed incoraggiare la fedeltà al Vangelo della carità.
Francesco Massara, Vescovo















