Cultura

Flashmob per Dante

Il 25 marzo è stato decretato dal Consiglio dei Ministri il Dantedì “Giornata Nazionale dedicata a Dante”. Tutte le celebrazioni pensate e organizzate per questa giornata, sono state inevitabilmente annullate, ma Dante, il Sommo Poeta non poteva essere oscurato in questa occasione. L’Italia nel mondo è sinonimo di cultura, ovunque è apprezzato e stimato il nostro patrimonio culturale, artistico e storico, di cui viene universalmente riconosciuta la grandezza e l’importanza, così come universalmente noto è Dante, per noi Padre della lingua italiana. Il Comitato di Fabriano ha aderito al flashmob lanciato dalla Società Dante Alighieri per celebrarlo, al quale hanno risposto città di tutto il mondo come Parigi, Mosca, Buenos Aires, per citarne alcune di quelle estere e tantissime altre città italiane. L’invito era quello di aprire i balconi o le finestre delle nostre case e leggere alcuni versi tratti dalla Divina Commedia dantesca. “Con questo invito lanciato a tutti e che in tantissimi hanno accolto, abbiamo anche dato, per un giorno, - ha sottolineato il presidente della Dante Alighieri Fabriano Doris Battistoni - un senso alla nostra forzata reclusione, coscienti del fatto che la cultura sia uno strumento potente in ogni occasione. Essa infatti costruisce ponti tra i popoli, demolisce le barriere e apre gli orizzonti donando alla vita una dimensione diversa, certamente più umana. Ci hanno aiutato a diffondere l’evento in città Radio Gold, l’Associazione In Arte Fabriano, l’Università Popolare di Fabriano e Papaveri e Papere. I versi da declamare erano due terzine del V canto dell’Inferno:

Amor ch’al cor gentil ratto s’apprende, prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

 Amor ch'a nullo amato amar perdona.

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Versi raffinatissimi e struggenti, pronunciati da una Francesca eternamente e perdutamente innamorata; un inno all’amore che riecheggia le modalità espressive della poesia stilnovistica. Sebbene per Dante l’amore supremo sia quello che governa il Creato e lega tra loro le creature, il Sommo Poeta ha saputo ritrarre in maniera sublime ed espressiva anche quello tra gli esseri umani, dandogli uno spessore e una percezione così tangibile, da produrre in Dante, e in noi lettori, l’effetto di “cadere come corpo morto cade”. Oggi noi tutti ci sentiamo in una” selva oscura”: sperimentiamo una situazione dolorosa, mai vissuta prima, siamo disorientati e vediamo solo il buio, proviamo sentimenti di preoccupazione, di angoscia e di grande fragilità. Abbiamo veramente bisogno di essere guidati, ma servono guide autorevoli, che possono essere la comunità scientifica oppure uno sguardo lungimirante della politica, che aspiri a realizzare a livello europeo una solidarietà che non abbiamo ancora raggiunto. “E quindi uscimmo a riveder le stelle“ è l’augurio che possiamo fare a tutti noi, magari uscendone con la conquista di un modo più umano di rapportarci e di guardare il mondo”.