Cultura

La Settima Arte al Fabriano Film Fest

All’Oratorio della Carità, domenica 1° novembre, il Fabriano Film Fest ha salutato il suo pubblico con un debutto intenso e sorprendente: “La Settima Arte”. Il testo originale di Fabio Bernacconi, interpretato dallo stesso autore insieme a Matteo Cecchi, è un dialogo a due voci che attraversa la storia del cinema, dalle sue origini fino ai giorni nostri. Un racconto vivo, mai didascalico, capace di trasformare oltre un secolo di immagini, personaggi e grandi trasformazioni in un’esperienza profondamente umana ed emozionante. A impreziosire la scena, il pianoforte di Rosita Tassi e il contrabbasso di Fausto Patassi, presenze discrete ma decisive, che hanno cucito emozioni tra una parola e l’altra con eleganza e sensibilità, conferendo alla rappresentazione una dimensione artistica di particolare raffinatezza. In sala, un pubblico numeroso e attento, che non ha trattenuto l’emozione. Un coinvolgimento autentico, persino superiore alle aspettative, che ha trasformato la rappresentazione in una chiusura di festival intensa e condivisa. Il successo, importante e per certi versi inaspettato, ha dimostrato come la forza di una storia ben raccontata possa ancora sorprendere e conquistare, soprattutto quando parola e musica riescono a fondersi in un unico linguaggio. Senza effetti speciali, ma con la forza dell’interpretazione, della musica e della memoria collettiva, “La Settima Arte” ha chiuso la XIV edizione del Fabriano Film Fest lasciando un’immagine nitida: quella di uno spettacolo capace di parlare a tutti, con semplicità e profondità. Una conclusione particolarmente significativa per un Festival che ha fatto del valore delle storie il proprio filo conduttore. Perchè, in fondo, il cinema non è soltanto ciò che vediamo sullo schermo, ma soprattutto ciò che continua a vivere dentro di noi quando le luci si riaccendono.

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