Un segno di corresponsabilità
Quello delle offerte liberali è uno dei due pilastri sui quali attualmente si basa il sostentamento della Chiesa italiana: la prima fonte è l’erogazione dell’8xmille del gettito complessivo dell’Irpef e la richiesta ai contribuenti di indicare a chi questa quota deve essere destinata con una firma sulla dichiarazione dei redditi; la seconda sono appunto le offerte deducibili dei fedeli, la quale è stata posta sempre più al centro del sistema, rappresentando l'elemento di maggior valore ecclesiale. Mentre i fondi provenienti dall’8x1000 del gettito Irpef raggiungono da subito un congruo livello grazie alle numerosissime firme che i concittadini-contribuenti appongono sui vari modelli per la dichiarazione dei redditi, quelli relativi alle offerte liberali, dopo un lusinghiero ed incoraggiante inizio, hanno visto un lento ma costante declino negli anni. Dagli archivi storici dell’Istituto diocesano di Fabriano-Matelica risulta che uno dei più assidui e generosi contributori alle offerte liberali destinate al clero sia stato Giorgio Ascani, ed è per questo che abbiamo ritenuto utile fargli una breve intervista: Giorgio quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a fare offerte liberali per il clero? Poiché in seguito al concordato Stato-Chiesa del 1984 era venuto meno l’aiuto statale rappresentato dalla congrua, sostituita in parte dalla erogazione derivanti dall’8x1000 dell’Irpef, ho sentito quasi l’obbligo morale di dare un contributo personale per rendere tangibile il mio senso di appartenenza alla chiesa locale. Infatti, mentre la firma per la destinazione dell’8x1000 non incide direttamente sulle nostre tasche, il fare una offerta liberale implica il mettere mano al portafoglio nella convinzione che i nostri sacerdoti sono un bene insostituibile per la comunità dei credenti e non solo e come tale vanno sostenuti. In sintesi vedo nell’offerta una occasione per tenere vivo il contatto tra i credenti laici e la propria chiesa, un segno di corresponsabilità per sostenerne il cammino e l’impegno sui territori.
Giorgio ti sei mai chiesto quali ricadute avevano queste offerte sul nostro territorio?
No, in verità non l’ho mai chiesto, perché ho sempre avuto piena fiducia nella parrocchia e più in generale nella Chiesa ed il fatto stesso di avere una ricevuta da parte della Cei mi garantiva che quel piccolo importo, inviato a Roma, sarebbe stato amministrato nella maniera più utile per la collettività.
Ritieni tuttavia utile che vi sia trasparenza sull’entità e sull’uso di tali erogazioni?
Questo sì, credo rappresenti un dovere divulgare pubblicamente quale è il gettito dell’8x1000 e delle offerte liberali ed anche quali siano i destinatari e le finalità di tali fondi. Sono anche convinto che una esauriente rendicontazione dell’impiego delle erogazioni possa contribuire ad aumentare il numero di coloro che sentono il desiderio di contribuire, poiché più c’è conoscenza e consapevolezza, più cresce la maturità del proprio ruolo ecclesiale e del proprio impegno a sostenere le opere che la Chiesa porta avanti nella propria diocesi, in Italia e nel mondo.
Conosci alcune opere realizzate in diocesi proprio grazie ai fondi erogati dalla Cei?
Sì, proprio di recente nella mia parrocchia, Maria Vergine della Misericordia, il parroco don Umberto ha reso noto a tutti i parrocchiani che la Cei aveva concesso un contributo di circa 97.000 euro per il consolidamento dell’abside danneggiato dal sisma del 2016, il risanamento delle murature esterne in calcestruzzo del campanile e per la sistemazione della scala di accesso alla torre campanaria. Devo dire che questa notizia mi ha fatto molto piacere perché ho avuto la conferma che ciò che si offre e si destina alla Chiesa italiana serve anche per mantenere in buono stato i luoghi di culto che sono sul territorio e che tutti utilizziamo per la pratica della nostra fede.
In sintesi Giorgio, pensi sia giusto incentivare i fedeli laici a fare offerte liberali e a firmare per l’8x1000 alla Chiesa cattolica?
Seguo con attenzione e con piacere gli spot che vengono proposti sui principali canali televisivi, ed apprezzo molto i contenuti di questa campagna informativa 8xmille della Cei perché sono storie concrete raccontate direttamente dai protagonisti, il più delle volte gente come noi. Trovo accattivante anche il titolo “Il paese dei progetti realizzati” e penso sia utile proseguire su questa strada di informazione e divulgazione.
In conclusione i dati delle offerte relativi all'anno 2019 parlano chiaro per la prima volta da quando è stata istituita, questa modalità di sostegno economico per i sacerdoti scende sotto gli 8 milioni di euro. Ma allora come incentivare i nostri fedeli a riprendere con generoso slancio la pratica delle offerte? La conoscenza del sistema di sostegno economico alla Chiesa è il primo elemento fondamentale. L’8xmille nell'immaginario collettivo è Chiesa cattolica ed è entrato nel cuore degli italiani, mentre le offerte per il clero faticano a diventare quel segno forte di partecipazione comunitaria alla vita ecclesiale. Tra i cattolici praticanti la conoscenza di questa modalità di sostegno è passata dal 41% nel 2012 al 34% nel 2019. Per questo diventa strategico sensibilizzare all'importanza di aiutare la Chiesa e i sacerdoti. Il secondo punto cardinale è rappresentato dall'informazione. "Ai sacerdoti e alla Chiesa ci pensa il Vaticano": questa affermazione, comune tra la gente e anche alimentata dai mass media, continua a essere dominante: la pensa così il 40% dei cattolici praticanti. Un dato che fa riflettere. Per questo abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per combattere la disinformazione, le false notizie che circolano soprattutto in rete. La frequenza alla messa è il terzo punto cardinale. I cattolici praticanti, coloro che vanno a messa quasi tutte le domeniche, sono passati dal 43% nel 2004 al 29% nel 2019. È fondamentale quindi che durante la funzione religiosa venga ribadito quanto sia importante l'aiuto che tutti i fedeli possono dare alla missione della Chiesa attraverso una firma o un'offerta. La trasparenza è senz'altro il quarto punto. Comunicare quanti soldi vengono raccolti, come vengono utilizzati e quali opere nascono proprio grazie alle offerte dei fedeli e all'8xmille è la leva più forte per far sì che la logica del dono e della gratuità diventi sempre più la cifra caratteristica del nostro essere Chiesa.
Massimo Stopponi















