S. Nicolò da... Carlo Acutis
Il 7 settembre in piazza San Pietro sarà canonizzato il giovane Carlo Acutis insieme a Pier Giorgio Frassati. E anche noi da Fabriano e come parrocchia di San Nicolò, insieme ai tanti ragazzi che hanno frequentato il centro estivo che porta il nome di Carlo Acutis, ci saremo. In pellegrinaggio, per dire il nostro grazie al Signore e gioire di queste nuove fiaccole di luce e di santità. È di testimoni credibili ciò di cui hanno più bisogno i giovani. I teenager sono circondati da tanta tecnologia ma da pochi esempi edificanti. L’idea di intitolare al Santo Carlo Acutis il nuovo oratorio della parrocchia di San Nicolò a Fabriano è nata dalla conoscenza di una vita breve ma intensa di santità quotidiana. Ogni sera Carlo Acutis faceva preparare bevande calde e cibo per i senza fissa dimora che alloggiavano sotto casa sua. Nel centro di Milano. E poi lui stesso le distribuiva facendosi aiutare da un collaboratore domestico. Un uomo di casta indiana convertitosi al cristianesimo sul suo esempio. Ogni contenitore aveva un nome. Proprio come ogni persona che lui soccorreva. Un male incurabile ha strappato Carlo Acutis all’amore dei suoi cari. Chi perde un genitore è orfano. Chi perde il coniuge è vedovo. Non esiste invece nella lingua italiana un termine per chi perde un figlio. Tanto questa perdita è contro natura e impossibile da esprimere con le parole. Mamma Antonia ha visto maturare nella quotidianità il rapporto personale, intimo, profondo di suo figlio con Gesù. Una fede travolgente che trovava espressione nella carità e nella preghiera. Ogni giorno, nel tragitto verso la scuola, Carlo Acutis si fermava a chiacchierare con i tanti che incontrava. Aveva una parola o semplicemente un sorriso per tutti. Ricchi o poveri che fossero, giovani o anziani. Carlo Acutis è stato definito in molti modi, dal santo della porta accanto al santo in scarpe da ginnastica. Sono tutte espressioni che fotografano il suo essere santo. Un ragazzo amante dello sport, degli animali, dell’informatica, della musica, della compagnia. La sua vita ci mostra come la strada della santità non sia qualcosa riservato a pochi. La santità è un percorso per tutti. Nell’esortazione postsinodale “Christus Vivit” il Papa indica il giovanissimo Beato come un modello per i suoi coetanei. Un riconoscimento di straordinario rilievo nel documento conclusivo del Sinodo dedicato alle nuove generazioni. Papa Francesco aveva richiamato le grandi abilità informatiche del ragazzo. “Ha saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo. Per comunicare valori e bellezza”. Carlo Acutis Carlo usava internet con creatività e competenza e non per semplice intrattenimento, ma per far conoscere il messaggio evangelico a migliaia di ragazzi. E soprattutto per far comprendere a tutti la centralità dell’Eucaristia da lui definita “la mia autostrada per il cielo”. Quanto mai attuale è il suo appello a non omologarsi, a non farsi trasportare dalle mode passeggere. Sono diventate celebri alcune sue frasi illuminanti: “Tutti nascono originali. Ma molti muoiono fotocopie”. E “Dio ha scritto per ognuno di noi una storia unica ed irripetibile. Ma ci ha lasciato la libertà di scriverne la fine”. Una testimonianza rivolta ai giovani di oggi. La vera felicità si trova mettendo Dio al primo posto. “Trova Dio e troverai il senso della vita”, è il suo prezioso lascito spirituale. A tutti noi il compito di proseguire sulle sue orme la missione di testimoniare ovunque il Vangelo. La canonizzazione del giovane Carlo Acutis si preannuncia come uno degli avvenimenti principali di questo Giubileo 2025. Voluta con decisione da Papa Francesco e confermata da Papa Leone XIV, ha registrato grandissime adesioni e la necessità di installare maxischermi nella zona del Vaticano per consentire la partecipazione anche a tutte le persone che non riusciranno ad entrare in Piazza San Pietro. Partecipare a questa canonizzazione portando più ragazzi possibilevuol dire anche dare un nuovo impulso di vita cristiana e di Chiesa a questo territorio che ha così tanto bisogno di luoghi di incontro. I giovani necessitano di essere accompagnati ed educati all’amicizia, al rispetto delle diversità imparando a valorizzare ogni dono riconoscendo in primis la sacralità della vita e l’importanza di rapportarsi con il Signore. Ecco perché abbiamo l’Oratorio Carlo Acutis, che è diventato un punto di riferimento per tanti ragazzi che scelgono e amano frequentarlo non solo per il periodo estivo ma anche proseguendo tutto l’anno con le attività pomeridiane del dopo scuola e dei momenti ricreativi. Giovedì 11 settembre poi faremo una grande festa chiudendo l’esperienza del centro estivo con un recital preparato dai ragazzi e un momento conviviale insieme alle famiglie. E nuove iniziative arriveranno nel nome del Santo influencer per dare ancora più forza alla speranza.
Don Aldo Buonaiuto















