Rebus busta pesante
La restituzione della busta pesante crea non pochi punti interrogativi come sottolinea Sergio Serafini, portavoce del comitato dei terremotati di Fabriano. Sorgono dei dubbi per ciò che concerne il pagamento dell’Irpef in base alla documentazione risultante dalla dichiarazione dei redditi, per chi ha già provveduto. È stata fin da subito un’agevolazione a ostacoli e tale si conferma adesso che il decreto sisma è diventato legge. Al suo interno prevede le regole da seguire per i terremotati che hanno fatto richiesta della busta paga pesante. L’unica certezza, messa nero su bianco all’interno della nuova norma, è che a partire dal 15 gennaio 2020 scatterà la restituzione dell’Irpef, dei contributi e dei premi assicurativi sospesi. Per chi ha fatto richiesta di rateizzazione gli importi dovranno essere restituiti nel limite del 40% (riduzione pari al 60%) in un’unica soluzione o in 120 rate mensili. Nemmeno un cenno a chi invece ha già provveduto a liquidare il dovuto e lo ha fatto in un’unica soluzione, senza usufruire dello sconto del 60%. Ricapitolando: chi ha usufruito della busta paga pesante con l’opzione della rateizzazione, dal 15 gennaio dovrà iniziare la restituzione del 40% di quanto dovuto. Chi ha iniziato a pagare le rate dovrà riconteggiare il dovuto alla luce dello sconto del 60%. Chi invece ha già saldato il totale in un’unica rata, si dovranno attendere le disposizioni del governo in merito alla tempistica. Poi ci sono anche i terremotati che non hanno richiesto la busta paga pesante. Insomma, una via contorta…















