Cultura

Il ruolo dei corpi intermedi

Corpi intermedi e democrazia

Corpi intermedi e democrazia

Venerdì 8 marzo, in un incontro organizzato dalla Fondazione Carifac, si è parlato a lungo dell’importanza dei corpi intermedi, che specialmente negli ultimi tempi sembrano avere sempre meno presa, soggetti erosi da un accentramento delle funzioni statali. Cosa sono i corpi intermedi? Quelle realtà che si pongono tra le istituzioni, la società e gli individui. Tra queste possiamo individuare i partiti politici, la chiesa, i sindacati, le istituzioni caritatevoli, gli ordini professionali, l’università ecc. E’ giunto il momento di riannodare i fili tra i vecchi e nuovi interpreti del tessuto sociale, e appunto le realtà poste tra la politica e le associazioni non profit. Lo Stato accentratore e burocratizzato è sempre meno favorevole all’autonomia d’azione degli enti territoriali, locali. I corpi intermedi rappresentano, invece, una garanzia per l’esercizio dei diritti essenziali  in un ambito, che come ha affermato Giovanni Quaglia (docente di Economia delle Imprese presso il dipartimento di Management dell’Università di Torino), è sempre più fragile e frammentario. Fragile è l’economia, il lavoro, l'uomo. Si parte dai concetti di persona e di bene comune, si passa attraverso le comunità, le nuove società che cercano di diventare sempre più smart e si arriva fino al ruolo che i soggetti del terzo settore (a partire dalle fondazioni ex bancarie) possono svolgere come nuovi corpi intermedi. E’ evidente che in un contesto di crisi come quello che sta attraversando Fabriano, si debba ripartire dalla cosiddetta “coscienza del luogo”. L’esempio di imprenditori di successo come Olivetti, Ferrero, Cucinelli lo dimostra: l’aggregazione sociale è l’elemento base di ogni rinascita. Diceva il grande scrittore sovietico Vasilij Grossman che il proprio pensiero va sempre difeso,come la propria libertà individuale, ma attraverso una condivisione dell’idea, di qualunque idea. Oggi potremmo tradurre il concetto nella funzionalità della rete, nel principio di sussidiarietà verticale, che si esplica nell’ambito di distribuzione delle competenze amministrative tra diversi livelli di governo territoriali (livello sovranazionale: Unione Europea-Stati membri; livello nazionale: Stato nazionale-regioni; livello subnazionale: Stato-regioni-autonomie locali). La domanda di territorio è senz’altro forte, qui come altrove. La richiesta di partecipazione stessa, in quella che proprio Grossman chiamava “assemblea umana”. Ha concluso Giovanni Quaglia: “Lo stare insieme, i luoghi di confronto e di dialogo sono essenziali per poter vivere una vita piena”.