Cultura

Il regionalismo differenziato e l'autonomia

La Regione Marche

La Regione Marche

Si è spesso parlato, anche attraverso il nostro giornale, della possibilità di un trasferimento di competenze istituzionali in Umbria, in ragione della similarità di alcune tematiche di notevole importanza. Qualcuno ha ipotizzato addirittura la creazione di una Regione a Statuto Speciale, data l’emergenza della fase storica che stiamo attraversando, con una crisi che non ha fine sul piano non solo economico-occupazionale. Il tutto, a Fabriano, ha avuto notevole rilievo in considerazione delle carenze che attengono alla sanità, alle note vicende del nostro ospedale, depotenziato nonostante le rassicurazioni dei vertici della Asl 2. Fallito per ora anche il progetto della Macroregione Adriatico-Jonica, che era stato a suo tempo lanciato dall’ex Governatore Gian Mario Spacca, è probabile che le Marche e l’Umbria possano ottenere il riconoscimento dell’autonomia. La richiesta delle due regioni finirà senz’altro sul tavolo del governo. Si va verso l’idea, dunque, di un federalismo solidale e responsabile. Questa soluzione comporterebbe delle competenze accentrate sulla regione che attengono a: l’internazionalizzazione; la tutela e la sicurezza del lavoro; l’istruzione tecnica e professionale; l’ambiente e le infrastrutture; la tutela della salute e la protezione civile. I tempi di attuazione della procedura della norma costituzionale immaginiamo che non saranno brevi. Questa richiesta rivela che le Marche sono davvero in difficoltà. Non è soltanto il territorio montano a soffrire, ma anche la costa. Il terremoto stesso e i paesi cosiddetti sperduti che non riescono a riprendersi, spingono verso una soluzione che velocizzerebbe alcuni passaggi burocratici che oggi frenano il tentativo di risolvere, almeno in parte, la crisi. L’avvio di questo procedimento può  essere preceduto da un referendum consultivo per acquisire l’orientamento dei cittadini. Il negoziato con il governo sembra l’inizio di una fase che produrrà dei forti cambiamenti. In tal senso appare interessante il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, così come la previdenza complementare ed integrativa. Incidenze si avrebbero sulle casse di risparmio, le casse rurali, le aziende di credito a carattere regionale, nonché sugli enti di credito fondiario e agrario.