Cultura

Fabriano tra vent'anni

Sguardo sul futuro

Sguardo sul futuro


Capita che tra amici e colleghi si discuta sul futuro dell’Italia e della nostra città. I sogni di quando eravamo ragazzini lasciano il posto ad una cruda realtà, non solo perché si è diventati adulti con altre prospettive e altri sguardi, altre responsabilità. Fabriano, come abbiamo osservato più volte, è in crisi e i giovani lasciano mestamente la città (ci sono dei dati statistici che abbiamo fornito proprio qualche settimana fa, ndr). Chi segue corsi universitari fuori sede, non rientra più. Molte famiglie se ne vanno dal territorio dove sono nate. Si diceva, durante un simposio, che il comprensorio rimarrà solo una valle per pensionati e dipendenti pubblici. Fabriano tra vent’anni: più povera e più svuotata. Più triste, anche se l’augurio è che almeno l’isolamento determinato dalla mancanza delle infrastrutture sarà colmato una volta per tutte. Ma servirà a qualcosa? Non va meglio per l’intero Paese, stando a quanto afferma Alessandro Rosina, intelligente demografo dell’Università Cattolica di Milano: “La politica pensa all’immediato e i giovani hanno sospeso il giudizio sul futuro. La popolazione inattiva aumenta, mentre la fascia più produttiva si riduce”. L’analista fa riferimento alle dinamiche demografiche in corso e aiuta a capire dove stiamo andando. L’immagine dell’Italia che ci arriva dal futuro è quella di una nazione dominata dai capelli grigi. Entro il 2030, simbolicamente, ci sarà una regione in più composta solo da over 65 ancora al lavoro, mentre i 40enni manderanno curriculum. “La popolazione italiana diventa anziana. E anche l’immigrazione, che finora ha in parte bilanciato l’invecchiamento, va diminuendo a causa della recessione economica”, dice Alessandro Rosina. Si profila un vero disastro”. Fabriano tra vent’anni, dicevamo. Una città dove probabilmente neanche l’integrazione multirazziale sarà avvenuta. Dal Censis pongono una domanda provocatoria: “Che futuro può avere un Paese che fa sempre meno figli, in cui i giovani scarseggiano? Nel 1991 erano il 47% della popolazione, oggi sono scesi al 34,3%. Gli anziani abbondano e gli over 65 rappresentano più del 22,3% degli italiani”. Altro dato inarrestabile è l’onda di sfiducia che ha investito la politica e che sembra non abbia risparmiato Fabriano. Si tratta di un’insoddisfazione strutturale slegata alle singole figure politiche, visto che il 60% degli italiani boccia il funzionamento della democrazia e il 64% ritiene che la voce del singolo cittadino non conti nulla.